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Algeri
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top
Il nome arabo, mwjwle tarantan, deriva da un gruppo di piccoli isolotti antistanti la costa della città e attualmente non più visibili in quanto inglobati nelle barriere di protezione e nelle mwkadighe foranee del porto.
Contents
• Clima
• Storia
• Origini
• Economia
• In città
• Cultura
• Ferrovie
• Porti
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Situata sulle coste del mar mediterraneo nella parte occidentale di un'ampia baia sulle pendici di un ramo della mwlqcatena montuosa dell'Atlante, ha circa 2.988.145 abitanti.cite-ref-popolazione-3-0[3] È capoluogo dell'omonimo dipartimento.
La città è divisa in tre parti con caratteristiche diverse. La parte bassa fu costruita sulla costa dalle mwmwautorità francesi, che vi collocarono gli uffici dell'amministrazione coloniale. Lo stile architettonico è quindi tipicamente francese con ampi mwnaboulevard, teatri, cattedrali e musei.
La terza area è costituita dai quartieri periferici risalenti al periodo postcoloniale.
Clima
Secondo la mwpqclassificazione climatica di Köppen, il clima di Algeri è di mwpgtipo mediterraneo. La vicinanza di Algeri al mwpwMar Mediterraneo contribuisce a mitigare le temperature, evitando gli estremi tipici delle aree interne circostanti. La città registra una media annuale di circa 600 millimetri di pioggia, concentrati principalmente tra ottobre e aprile. Le precipitazioni sono più abbondanti rispetto alla maggior parte della costa mediterranea spagnola e paragonabili a quelle della costa mediterranea francese, distinguendosi dal clima semiarido o arido delle regioni interne del mwqaNord Africa.
| Algeri (1991-2020) [ 5 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Algeri (1991-2020) [ 5 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 17,1 | 17,5 | 19,7 | 21,8 | 25,0 | 29,0 | 32,1 | 32,9 | 29,8 | 26,5 | 21,2 | 18,2 | 17,6 | 22,2 | 31,3 | 25,8 | 24,2 |
| T. min. media ( °C ) | 5,5 | 5,6 | 7,5 | 9,4 | 12,6 | 16,2 | 19,4 | 20,4 | 17,9 | 14,3 | 10,1 | 7,0 | 6,0 | 9,8 | 18,7 | 14,1 | 12,2 |
| T. max. assoluta ( °C ) | 27,6 | 31,4 | 36,3 | 36,5 | 41,1 | 44,6 | 48,7 | 47,5 | 44,4 | 39,5 | 34,4 | 30,4 | 31,4 | 41,1 | 48,7 | 44,4 | 48,7 |
| T. min. assoluta ( °C ) | −3,3 | −1,9 | −1,0 | −0,8 | 2,6 | 5,5 | 9,0 | 9,5 | 8,2 | 4,1 | −0,1 | −2,3 | −3,3 | −1,0 | 5,5 | −0,1 | −3,3 |
| Precipitazioni ( mm ) | 84,2 | 72,1 | 58,9 | 58,0 | 39,0 | 8,6 | 1,5 | 10,6 | 27,5 | 51,5 | 102,7 | 86,4 | 242,7 | 155,9 | 20,7 | 181,7 | 601,0 |
| Giorni di pioggia | 8,4 | 8,7 | 7,0 | 6,1 | 4,3 | 1,4 | 0,4 | 1,4 | 4,0 | 5,4 | 9,2 | 8,2 | 25,3 | 17,4 | 3,2 | 18,6 | 64,5 |
| Umidità relativa media (%) | 71 | 66 | 65 | 62 | 66 | 66 | 67 | 65 | 68 | 66 | 68 | 68 | 68,3 | 64,3 | 66 | 67,3 | 66,5 |
| Ore di soleggiamento mensili | 139,5 | 158,2 | 207,7 | 228,0 | 300,7 | 300,0 | 353,4 | 325,5 | 267,0 | 198,4 | 153,0 | 145,7 | 443,4 | 736,4 | 978,9 | 618,4 | 2 777,1 |
Etimologia
Il nome della città deriva (tradotto in italiano dal francese mwtgAlger e dal catalano mwtwAlger)cite-ref-leschi-6-0[6] dal nome arabo الجزائر al-Jazā'ir, che si traduce come mwvaLe Isole, che si riferiva alle quattro isole che si trovavano al largo della costa della città fino al 1525.
Storia
Origini
Il primo insediamento mwyaFenicio risale al 1200 a.C. circa, quando, ad una ventina di chilometri dalla città attuale, viene fondato il porto di mwyqIcosium che, in seguito alle mwygguerre puniche, diventa romano nel mwyw146 a.C.. La città romana più importante della zona non era però Icosium bensì mwzaCaesarea in Mauretania.
La città divenne una mwzgcolonia romana di diritto latino sotto l'imperatore mwzwVespasiano.
L'attuale Algeri venne fondata nel mwbq944 dal sovrano mwbgberbero mwbwBuluggin ibn Ziri, fondatore della dinastia mwcaZiride, che ne modifica il nome in mwcqal-Jazâ'ir; da questo momento in poi vede aumentare progressivamente la propria importanza nell'area.
Anche se la sua dinastia fu rovesciata definitivamente da mwcwRuggero II di Sicilia solo nel 1148, gli Ziridi avevano già perso il controllo di Algeri nel 1014 a vantaggio degli mwdaHammadidi.cite-ref-7[7]
Nel 1302, l'isolotto antistante, chiamato Penon, venne occupato dai mwfgcastigliani che ne fecero la base per i traffici commerciali tra il mwfwRegno di Tlemcen e la mwgapenisola iberica. Tuttavia, Algeri rimase un centro minore fino a dopo la cacciata dei mori dalla Spagna, molti dei quali trovarono asilo in città.
Dal XIV secolo fece parte dei domini della dinastia mwggzayyanide del mwgwRegno di Tlemcen.
Dominio ottomano
Nel 1510 gli spagnoli fortificarono la propria base sull'isola di Penon, nell'ambito della lotta contro le azioni dei mwhgcorsari barbareschi.cite-ref-8[8]
Quando la presenza spagnola iniziò ad essere percepita come minacciosa viene invocato, nel 1516, l'aiuto di mwjaAruj Barbarossa e del fratello mwjqKhair Ed-Din detto "Barbarossa", che iniziarono una lunga lotta per scacciare gli spagnoli.
Durante questo periodo Algeri fu governata prima da Aruj, poi alla sua morte, dal fratello Ariadeno Barbarossa. Nel 1517, governante Aruj, Algeri si dichiarò parte dell'mwjwImpero ottomano di mwkaSolimano il Magnifico, per poter resistere ai tentativi di riconquista degli spagnoli. Nel 1524 Ariadeno Barbarossa perse Algeri, che però riconquistò agli spagnoli nel 1529, obbligandoli a lasciare definitivamente l'isola di Penon e la città di Algeri.
Da questo momento Algeri divenne la base principale dei pirati barbareschi. Nell'ottobre del 1541 con la spedizione di Algeri, il re di Spagna e imperatore del Sacro Romano Impero mwkgCarlo V d'Asburgo cercò di conquistare la città per eliminare il flagello della pirateria islamica, ma una tempesta distrusse un gran numero di navi della sua flotta, e il suo residuo esercito di circa 30.000 soldati, principalmente composto da spagnoli, fu sconfitto dagli algerini guidati dal mwkwpascià Hassan.
Formalmente parte dell'Impero Ottomano, ma in pratica indipendente, a partire dal XVII secolo Algeri fu un importante centro di pirateria, anche grazie alla sua posizione periferica, sia rispetto ai domini ottomani che alle zone di influenza economica delle potenze europee. Di fatto, la pirateria divenne la sua principale attività economica. Gli atti di pirateria, effettuati ai fini di rapimento di persone da avviare al commercio di schiavi, interessarono tutto il Mediterraneo, ma arrivarono a interessare anche le coste dell'mwmgIslanda.cite-ref-9[9]
Durante questo periodo la città era circondata da mura su tutti i lati, compreso il lungomare. Da quest'ultimo lato cinque porte consentivano l'accesso alla città, con cinque strade che si dipartivano da ogni porta e si riunivano di fronte alla Moschea Ketchaoua. Nel 1556, una cittadella fu costruita nel punto più alto delle mura. Una strada principale, che correva da nord a sud divideva la città in due: mwoala città alta (mwoqal-Gabal, o mwogla montagna), che consisteva di una cinquantina di piccoli quartieri abitati da gente di origine andalusa, ebraica, araba e le comunità Kabyle, e mwowla città bassa (mwpaal -Wata, o mwpqla pianura), che era il centro amministrativo, militare e commerciale della città, per lo più abitata da dignitari turchi e da altre famiglie di classe superiore.cite-ref-10[10]
Nel 1815 la marina mwqwstatunitense chiede formalmente al governatore della città di interrompere gli attacchi ai vascelli statunitensi, l'anno seguente navi mwrainglesi e mwrqolandesi distruggono parzialmente la flotta algerina ma gli attacchi continuano.
Nell'agosto del 1816, la città fu bombardata da una squadra navale britannica comandata da messi, assistito da soldati olandesi; in quella battaglia fu distrutta la flotta corsara ospitata ad Algeri.
Dominio francese
Nel 1827, la flotta algerina fu totalmente distrutta nella mwsqbattaglia di Navarino, dove gli algerini sostenevano l'mwsgImpero ottomano contro navi da guerra francesi, inglesi e russe.
Nel 1827, mwuaHusayn Dey, governatore ottomano dell'Algeria, chiese ai francesi di saldare un debito, vecchio di trentuno anni, contratto nel 1799 per acquisti di rifornimenti per le truppe della napoleonica mwuqcampagna d'Egitto. Il console francese, mwugPierre Deval, rifiutò di dare una risposta soddisfacente al dey, e in un impeto di rabbia Husayn Dey toccò il console con il suo ventaglio. Carlo X usò questo come pretesto per avviare un blocco contro il porto di Algeri. Il blocco durò tre anni fino a quando la Francia, nel 1829, inviò un ambasciatore al dey con una proposta per i negoziati, questi rispose con il fuoco dei cannoni diretto verso una delle navi del blocco. La Francia quindi stabilì che era necessaria un'azione più energica.cite-ref-11[11]
Nel maggio del 1830, l'esercito francese partì da mwxaTolone alla volta dell'Algeria, dove il 14 giugno sbarcò la forza di terra agli ordini di mwxqBourmont a circa 25 chilometri ad ovest da Algeri. Mentre l'esercito incontrava una minima resistenza da parte degli algerini, la flotta navale francese, sotto il comando dell'ammiraglio mwxgGuy-Victor Duperré, attaccò via mare la città, dando il via a quella che si sarebbe trasformata nell'mwxwinvasione di Algeri. I francesi entrarono in Algeri il 5 luglio e dopo soli due giorni la città capitolò definitivamente.
Durante il dominio francese molti europei si stabilirono ad Algeri e a partire dal XX secolo erano la maggioranza della popolazione della città.cite-ref-12[12]
Nel corso del 1930, l'architetto mw0gLe Corbusier elaborò piani per una riprogettazione completa della città coloniale, piani che però furono ignorati dall'amministrazione francese.
Durante la mw1aseconda guerra mondiale, dopo l'armistizio di Compiègne del 22 giugno 1940, Algeri fu affidata al governo di Vichy. Nel novembre 1942 venne occupata dalle truppe alleate nel corso dell'operazione Torch e nel 1943 divenne sede del governo francese in esilio guidato da mw1qCharles de Gaulle. Nel 1957 divenne il cuore della mw1gguerra algerina di indipendenza e nel 1962 divenne la capitale dell'Algeria indipendente. La gran parte dei mw1wpieds-noirs abbandonò allora la città.
Indipendenza
L'Algeria divenne indipendente il 5 luglio del 1962, con Algeri come capitale. Il 19 giugno 1965 ebbe luogo un mw3gcolpo di Stato che rovesciò il primo (in ordine di tempo) Presidente della Repubblica algerina, mw3wBen Bella, e portò al potere il colonnello mw4aBoumédiène, allora vicepresidente del governo e Ministro della Difesa, e quindi capo dell'Esercito Nazionale Popolare algerino, che rimase al potere fino al 1978, anno della sua morte. Nel mese di ottobre del 1988 Algeri fu al centro delle manifestazioni per chiedere la fine del sistema a partito unico del paese e la creazione di una democrazia moderna battezzato la "Primavera di Algeri". Le manifestazioni furono represse con l'uso della forza dalle autorità, che causò oltre 300 morti
Economia
Algeri è un importante centro economico, commerciale e finanziario, con in particolare una mw8gBorsa con una capitalizzazione di 60 milioni di euro. La città ha il più alto costo della vita di tutte le città nel mw8wNordafrica, il 50° più alto in tutto il mondo.
Le attività prevalenti della città sono quelle derivanti dal governo e dall'amministrazione del paese.
Le mw-aindustrie principali sono la mw-qraffinazione del petrolio e dei derivati, la lavorazione dei metalli e quella alimentare.
Monumenti e luoghi d'interesse
In città
• La casba (la città vecchia e la fortezza araba) con viuzze strette e ripide scalinate. Nel 1992 la mwarscasba di Algeri è stata inserita nell'elenco dei mwarwPatrimoni dell'umanità dell'mwar0UNESCO.cite-ref-15[15]
• mwasmMaqam Echahid, monumento commemorativo alla mwasqguerra d'indipendenza d'Algeria realizzato nel 1981-1982.
• La mwasyMoschea Ketchaoua (in arabo: جامع كتشاوة, mwascDjama' Ketchawa) costruita verso la fine del '700, dal mwasgBey di Algeri, Baba Hassan. Il nome di questa moschea deriva del mwasoturco mwasskeçi ova,che vuol dire "vassoio delle capre". Nel 1848, la moschea fu trasformata in cattedrale di Saint Philippe (mwaswSan Filippo) dai francesi. La sua architettura originale fu un po' sfigurata dai francesi. Nel 1962, tornò a essere una moschea, quando l'mwas0Algeria ottenne la sua indipendenza.
• La grande moschea (in arabo: الجامع الكبير, mwas8Jamaa-el-Kebir), tradizionalmente ritenuta la moschea più antica di Algeri. Sul pulpito (in arabo: منبر, mwatamwateminbar) vi è un'iscrizione che attesta l'esistenza dell'edificio nel 1018. Il minareto fu costruito da Abu Tachfin, sultano di mwatmTlemcen, nel 1324. L'interno della moschea è a pianta quadra e diviso in navate da colonne unite con archi moreschi. È sede di un'importante scuola di teologia sunnita.
• La moschea nuova (in arabo: الجامع الجديد, mwatuJamaa-el-Jedid), chiamata anche "moschea del mercato del pesce", risalente al XVII secolo con pianta a croce greca con un'ampia cupola bianca, quattro cupole minori negli angoli e un minareto. L'interno assomiglia a quello della moschea grande.
• La mwatcBastion 23 (in arabo: mwatgQasr Ar-riyyas) è una fortezza turca e residenza degli ammiragli mwatkalgerini durante l'epoca mwatoottomana.
• mwatwNotre Dame d'Afrique, chiesa cattolica completata nel 1872.
• mwat4Jardin d'Essai, un parco e giardino botanico di circa 80 ettari creato su un terreno mwat8paludoso la cui umidità favorisce la crescita di piante tropicali che costeggiano gli ampi viali. Ospita anche un piccolo giardino zoologico.
• Villa Abd-el-Tif, nelle altezze del mwaueJardin d'Essai, una volta residenza del bey e durante il periodo francese riservata agli artisti titolari del premio della villa Abd-el-Tif, tra i quali mwauiMaurice Boitel.
• La mwauqDjamaa el Djazair, una gigantesca moschea nel quartiere periferico di mwauuMohammadia; realizzato tra il 2012 e il 2019 è la terza più grande moschea del mondo (dopo la mwauyMasjid al-Haram di mwaucLa Mecca e la mwaugMoschea del Profeta di mwaukMedina).
• Il mwau0Museo Nazionale Algerino di Antichità e di Arte Islamica, il museo più antico dell'Algeria e dell'intera Africa.
Nei dintorni
Cultura
Istruzione
• mwavoUniversità di Algeri, fondata nel 1879.
• mwavwBiblioteca nazionale d'Algeria, istituita nel 1832.
• mwav4Scuola italiana Roma di Algeri, istituita nel 2009-2010.
Infrastrutture e trasporti
Il Trasporto bus urbano ed extraurbano di Algeri è gestito dalla ETUSA che opera un servizio di autobus in città e nella periferia circostante.
Un'ampia rete stradale la collega agli altri principali centri urbani del paese. Per mezzo della ferrovia è collegata con mwawyCostantina situata 430mwawc km a est e mwawgOrano 440mwawk km a ovest.
Nel 2011, sono state inaugurate una mwawsrete metropolitana e una mwawwlinea tranviaria.
Sono presenti anche 4 funivie urbane:
• El Madania - Belouizdad
• Notre Dame d'Afrique - Bologhine
• Memorial des Martyres / Riad el Feth - Jardin d'essais
• Palais de la Culture - Oued Kniss
Ferrovie
La mwaxustazione di Algeri, situata nei pressi del porto, è la principale stazione ferroviaria della capitale algerina. Da qui originano le linee per Orano e per Skikda. La SNTF (società nazionale ferroviaria) gestisce le linee pendolari ferroviari che collegano la capitale a periferia circostante.
Porti
Il porto, ampliato negli ultimi decenni, è il principale del paese e uno dei più attivi e attrezzati del mwaxgNordafrica. Un regolare servizio di traghetti collega Algeri con mwaxkMarsiglia in Francia.
Aeroporti
Amministrazione
Gemellaggi
Algeri è mwayegemellata con diverse città di ogni parte del mondo:
• Pechino
• Berlino
• Il Cairo
• Parigi, dal 2003 (Accordi di amicizia)
• Montréal
• Londra
• Tunisi
• Mosca
• New York
• Ginevra
• Tripoli
• Roma (Accordi di amicizia)
• Dakar
Inoltre, molti distretti di Algeri mantengono relazioni di gemellaggio con altre città straniere.
Filmografia
Note
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Bibliografia
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• Amar Amoura, mwagwRésumé de l'histoire de l'Algérie, éditions Raihana
• Mouloud Gaid, mwag8L'Algérie sous les Turcs, éditions Mimouni
Voci correlate
• mwahmArcidiocesi di Algeri
• mwahuAeroporto di Algeri
• mwahcGuerra d'Algeria
• mwahkStati barbareschi
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• (AR) Sito ufficiale, su alger.mta.gov.dz.
• citereftreccani-itAlgeri, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaAlgeri, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itAlgèri (città), su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dei-ragazziClaudio Cerreti, Algeri, in Enciclopedia dei ragazzi, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
• citerefbritannica-com(EN) Algiers, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Algeri, su Comic Vine, Fandom.
• mwaia(FR) Città di Algeri, su algermag.com. URL consultato il 19 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2008).
• mwaiiMappa di Algeri (GIF), su samasafia.dz. URL consultato il 19 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2006).
• mwaiqAlgeri News, su algeria.cities-guide.net. URL consultato il 19 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2008).